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Londra, qualche anno fa.
Un signore ben vestito, dall’aspetto curato sulla sessantina, camminava, dopo la pausa pranzo, per tornare al suo lavoro, in banca.
Era la prima volta che percorreva quel viale. Sapeva che il tragitto era più lungo e questo lo avrebbe aiutato a digerire.
Più o meno alla metà del tragitto, si imbattè in un barbone. Avvicinandosi vide che scriveva qualcosa su un quaderno.
Arrivatogli accanto, incuriosito gli chiese cosa stesse scrivendo.
Scrivo poesie- rispose il senzatetto-e poi subito dopo- hai un euro?-l’impiegato gli diede una moneta e poi chiese- di cosa scrivi?- oh disse il barbone scrivo di alte scogliere, di mari in tempesta, foreste, valli, montagne, nevi eterne, grandi oceani, cose così!
Il contabile lo guardò diffidente, poi disse, hai visto tutti questi posti?
Certo! Rispose Antony, così si chiamava il poeta senza casa.
Come mai? Fece il contabile, a vederti non si direbbe!
Prima di essere la nullità che tu vedi, ho comandato navi di ogni genere, e poi nella pause a terra amavo scalare le vette,: Sai, ho fatto anche un 8.000.
Incuriosito, il contabile gli chiese di fargli leggere qualcuna delle sue poesie.
Antony gli passò il quaderno, e fu come se Bill, così era il suo nome, all’improvviso si trovasse a cavalcare onde alte più di 30 metri, respirasse l’aria di una foresta e poi si arrampicasse sulle pareti di un crepaccio, nel giro di poche strofe… Huff, fece Bill, -è roba forte!
Descrivi la natura quasi come Neruda!-
Io ogni tanto partecipo a concorsi di poesia, ma raramente vinco, e poi non faccio cose belle come queste! Poi riprese, -me ne venderesti qualcuna? Antony, visto l’affare replicò- il quaderno è quasi pieno, sono 50 pagine, te le faccio a 50 centesimi l’una.
Senza esitare Bill gli diede sull’unghia 25 pounds e col quaderno in mano scappò via correndo, quasi avesse paura che Antony cambiasse idea. Mentre era a tiro di voce urlò- ci vediamo qui fra due mesi!
Sempre qui stò! , gli urlò Antony.
Un mese dopo- il libro di poesie di Bill era nella top ten. I giornali dicevano nuova stella nel firmamento poetico inglese.
Per non farla lunga ogni due mesi usciva un nuovo libro di Bill, e sempre con un gran successo.
Andava bene a tutt’e due. Anche per Antony, quei 25 euro bastavano per lo scotch fra un quaderno e l’altro.
Anni dopo a Londra, alla cerimonia di consegna del T S Eliot prize ("Nobel" per la Poesia inglese), Bill era molto emozionato e sudava, tanto chè gli venne un colpo secco e ci rimase prima di ritirare il premio.
Antony era trapassato anni prima, in una notte particolarmente fredda.
Gli addetti alla raccolta dei rifiuti, con colpo d’occhio professionale di chi ne ha visti tanti. La mattina dopo commentarono- anche questo è andato.
Che c’è nella borsa?- Robaccia!- Solo quaderni stropicciati!- Butta nel compattatore, svelto, il turno sta per finire e dobbiamo tornare al deposito!-
Lo smog e la pioggia di Londra assistevano come sempre impassibili.